Ho letto oggi un articolo interessante sul "modo di leggere" degli utenti web:
Come leggono gli utenti nel web (consiglio a tutti di dare un’occhiata).
Riassumendo l’articolo mette in evidenza le differenze tra il modo di leggere una pagina web e un supporto cartaceo (magazine, giornale, libro, ecc..):
- “il 50% dei lettori web utilizza un modo di lettura detto “scanning” ovvero salta velocemente da una riga all’altra”
- “il lettore web è più “fedele”: nel 63% dei casi porta a termine la lettura, contro il 40% dei quotidiani ed il 36% dei periodici”
- “sulla stampa cartacea sono i grandi titoli e le foto ad attirare tutta l’attenzione, sullo schermo gli elementi di navigazione come i menù, le short lists, le faqs, elementi che possono essere sia testuali che grafici”
Da questo si deduce che il modo di scrivere e fare comunicazione sul web deve essere diverso rispetto a quello cartaceo: per esempio non si può trasferire una brochure aziendale tale e quale, occorre invece adattarla ad un media diverso, il web appunto.
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20 gennaio 2008
Il "modo di leggere" degli utenti web
22 ottobre 2007
Un disegno di legge per tappare la bocca ad internet?
Il 12 ottobre è stato approvato in Consiglio dei ministri un disegno di legge che ha come obiettivo (o meglio sembrerebbe avere) quello di tappare la bocca ad internet ed a tutta la blogsfera!
In sostanza questa legge, proposta dal Ricardo Franco Levi prevede che
"chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe."
Tratto da http://www.beppegrillo.it/
Questo non credo sia il modo adatto per affrontare una questione difficile come quello dell'informazione in rete.
La legge sembra essere impostata con una volontà di controllo della comunicazione via internet, alla faccia della libertà di espressione!
Vogliono spegnere le potenzialità dei blog e della passaparola?
Stiamo tutti attenti!
PS: In rete è gia partita la petizione per salvare internet.
In sostanza questa legge, proposta dal Ricardo Franco Levi prevede che
"chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe."
Tratto da http://www.beppegrillo.it/
Questo non credo sia il modo adatto per affrontare una questione difficile come quello dell'informazione in rete.
La legge sembra essere impostata con una volontà di controllo della comunicazione via internet, alla faccia della libertà di espressione!
Vogliono spegnere le potenzialità dei blog e della passaparola?
Stiamo tutti attenti!
PS: In rete è gia partita la petizione per salvare internet.
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